| # | Titolo Brano | Durata |
|---|---|---|
| 1 | Sea Song | |
| 2 | Last Straw | |
| 3 | Little Red Riding Hood Hit the Road | |
| 4 | Alifib | |
| 5 | Alifie | |
| 6 | Little Red Robin Hood Hit the Road |
C'è un rischio, parlando di Rock Bottom, di lasciare che la biografia mangi la musica. L'incidente, la caduta da una finestra, la paralisi, l'ospedale: è tutto vero, è tutto documentato, e ha indubbiamente plasmato il modo in cui questo disco è stato scritto e registrato . Ma ridurre Rock Bottom a un documento di sofferenza sarebbe un errore critico. Wyatt stesso ha respinto l'idea che l'album fosse un resoconto del suo ricovero: gran parte del materiale era già composto prima dell'incidente, in vista di quelle che sarebbero state le prove di una nuova formazione dei Matching Mole . La verità è più interessante: Rock Bottom è un'opera che esisteva già in potenza, e che l'incidente ha costretto Wyatt a ripensare, a rallentare, a trovare una voce che prima non aveva bisogno di cercare. Il risultato è uno dei dischi più singolari del rock inglese degli anni Settanta. Sei brani, poco meno di quaranta minuti, un organico che riunisce alcuni dei migliori musicisti della scena di Canterbury — Richard Sinclair e Hugh Hopper al basso, Laurie Allan alla batteria, Mike Oldfield alla chitarra, Fred Frith alla viola, Ivor Cutler alla voce recitante — e la produzione affidata a Nick Mason dei Pink Floyd . Ma nessuno di questi nomi, per quanto illustri, ruba la scena. Rock Bottom è interamente di Wyatt: la sua voce, le sue tastiere, la sua concezione dello spazio e del silenzio. Ed è proprio lo spazio la cifra del disco. Alfreda Benge, che Wyatt avrebbe sposato il giorno stesso dell'uscita dell'album, gli suggerì che la sua musica precedente era troppo densa, troppo affollata, e che aveva bisogno di respiro . Rock Bottom è la risposta a quel suggerimento: le lunghe note si distendono, le pause contano quanto i suoni, e la voce di Wyatt — quel timbro fragile, quasi incrinato, che sembra sempre sul punto di spezzarsi e invece tiene — emerge con una chiarezza che nei Soft Machine e nei Matching Mole era impensabile. Sea Song è il momento più immediato, una canzone d'amore rivolta al mare che è anche una delle cose più belle che Wyatt abbia mai scritto . Alifib è una dichiarazione d'amore in una lingua privata, fatta di parole inventate e di tenerezza concreta . Little Red Riding Hood Hit the Road è il momento più inquietante, con le sue linee strumentali che sembrano scivolare fuori asse, e Little Red Robin Hood Hit the Road chiude il disco con una recitazione di Ivor Cutler che sposta definitivamente il baricentro fuori dal perimetro della canzone . La ricezione dell'epoca fu positiva ma non entusiasta, e il disco non ebbe un grande successo commerciale. Charles Shaar Murray scrisse su NME che era "un disco facile da ascoltare e difficile da accettare" . Robert Christgau, nella sua recensione per il Consumer Guide, parlò di "droni e canzoni" e di uno stato d'animo da "paraplegico con lo spirito di concepire e registrare un album di droni e canzoni" — una formulazione che, riletta oggi, appare più imbarazzante che critica . La rivalutazione è arrivata più tardi, e in modo netto: Pitchfork lo ha inserito tra i suoi album essenziali degli anni Settanta, e la sua influenza è stata riconosciuta da ascoltatori e musicisti di generazioni successive, dai Radiohead in poi . Il limite del disco, se si vuole trovarne uno, è che la sua bellezza non è immediata. Rock Bottom richiede tempo, e richiede un ascolto che accetti di non capire subito dove sta andando. Non è un disco difficile nel senso dell'ostilità, ma è un disco lento, deliberato, che si apre solo a chi gli concede attenzione. È anche, va detto, un disco in cui la voce di Wyatt è così centrale che tutto il resto — gli arrangiamenti, gli ospiti, la strumentazione — esiste in funzione sua. Chi cerca il virtuosismo strumentale o la complessità strutturale dei suoi lavori precedenti resterà deluso. Chi cerca una voce, e una concezione della canzone come spazio intimo e fragile, troverà qui uno dei suoi punti più alti. Rock Bottom non è un disco "importante" nel senso monumentale del termine. È un disco necessario: un'opera che esiste perché un musicista ha dovuto reinventarsi, e che nella reinvenzione ha trovato qualcosa che prima non aveva. La biografia è sullo sfondo, ma la musica sta davanti, e regge.
L'IA sta riascoltando l'album per te...